trio
Un amico speciale pt 2
coppiaetrusca
17.06.2026 |
1.768 |
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"Vedevo le lingue arrotolarsi e danzare nelle loro bocche, le sue mani avvinghiarsi alla sua schiena, accarezzarle la testa per poi scendere sul suo culo, iniziando a leccarle il collo e a palparla..."
Io e Matteo cominciammo a sentirci e vederci quasi regolarmente. Un giorno ci incontrammo in un bar e gli raccontai della scopata fatta grazie a lui. Ridendo, mi disse che era contento e che anche lui aveva “approfittato”, anche se virtualmente, di mia moglie.— Peccato non ti abbia visto mentre sborravi. Perché non le mandi una foto dedica? Le farà piacere!
Lui pensava scherzassi. Quando invece insistetti, sorrise malizioso e mi disse di aspettare. Andò in bagno e, quando tornò, sorridendo mi disse di guardare il telefonino.
— Può andare?
Aprii WhatsApp e mi trovai davanti questo cazzone duro con scritto: “Grazie per la fantastica serata e per la sborrata che mi hai fatto fare mentre ti pensavo”.
Dio mio! Nascosi il cellulare sperando che non avesse visto nessuno e scoppiammo a ridere. Gliela girai subito. Dopo pochi secondi rispose, dicendomi di ricambiare i ringraziamenti e di fargli i complimenti per il cazzo.
— Direi che hai fatto colpo, Matteo! La prossima cena la facciamo a casa nostra!
Ci salutammo con la promessa che tutti e tre ci saremmo visti presto. Non vedevo l’ora di dirlo a mia moglie.
Quando la vidi la baciai e le dissi che avrei avuto piacere a organizzare una cena per ricambiare Matteo dell’ospitalità e dell’amicizia. Lei, con mia sorpresa, sorrise e disse che le avrebbe fatto molto piacere, che era molto contenta di averlo conosciuto e che ricambiare le sembrava doveroso.
Scrissi subito a Matteo che lo aspettavamo sabato prossimo.
Finalmente arrivò sabato. Bimbi dai nonni, casa in ordine, un po’ di tremarella per entrambi.
Per l’occasione si mise un bel vestitino da sera, un po’ scollato ma non volgare. Non voleva passare per quella che non aspettava altro.
Era stupenda.
Sentii subito il cazzo pulsarmi. L’avrei scopata così, in cucina, mentre curava gli ultimi dettagli.
Matteo arrivò puntualissimo: un bel mazzo di fiori per lei in una mano e nell’altra una bottiglia di quel vino che avevamo molto apprezzato la volta scorsa.
Solita stretta di mano, bacino casto a lei e ci sedemmo sul divano per l’aperitivo.
A cena i discorsi rimasero sul formale: il lavoro, gli hobby, passando per la parentesi calcistica su come, secondo noi, il Bologna avrebbe affrontato la prossima stagione.
La tensione si sentiva un po’ nell’aria. Lui lo capì e, posando il bicchiere, disse:
— Spero di non essere stato troppo audace la volta scorsa. Scusa se ho forzato la mano, ma sei talmente bella che non ho resistito a farti sentire quanto ti desidero…
— No, no. Se non avessi voluto non lo avrei mai fatto… e complimenti! Quando ho visto la foto, sapendo che ti avevo fatto effetto, è stato piacevole…
Era fatta.
Il ghiaccio era rotto.
Vedevo lei acquistare sicurezza.
Si alzò e andò verso Matteo. Il viso mi diventò paonazzo.
Si chinò, ben attenta a mettere in mostra la latteria, e gli appoggiò la mano sul cazzo.
— Anche adesso ti sto facendo questo effetto? Sembra di sì… poverino, tutto stretto nei pantaloni…
Si rialzò ridacchiando, lasciando me e soprattutto Matteo frastornati.
Lui si riprese prima di me.
— Tu che dici? La tua bellezza mi ha lasciato indifferente?
Si alzò e andò lentamente verso di lei.
Si baciarono davanti a me come se neanche ci fossi.
Vedevo le lingue arrotolarsi e danzare nelle loro bocche, le sue mani avvinghiarsi alla sua schiena, accarezzarle la testa per poi scendere sul suo culo, iniziando a leccarle il collo e a palparla mentre lei, con gli occhi chiusi, si godeva il momento sospirando.
Non sapevo più che fare.
Ero ammutolito ma eccitato.
Non potei fare a meno di tirare fuori il cazzo e cominciare a massaggiarmelo, godendomi lo spettacolo.
— Andiamo in sala — dissi.
Li precedetti e mi stesi sul divano, mentre lei prese per mano Matteo per fargli strada.
Adesso ero seduto; loro, in piedi, continuavano a baciarsi appassionatamente.
Gli scostò un po’ il vestito, lungo ma con un bello spacco che permetteva di infilare agilmente le mani.
Con un dito la penetrò e cominciò a massaggiarla bene, mentre le loro lingue erano ancora aggrovigliate.
Tirò fuori il dito e lo leccò avidamente.
— Che buona che sei…
Lei rise di gusto.
— Me lo dice sempre anche mio marito.
Si voltarono verso di me e non potei fare a meno di confermare.
— Adoro leccare la sua bella figa calda e bere tutto il suo succo — dissi.
Finalmente mi avevano coinvolto.….
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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